UNPLI - Comitato Provinciale di Piacenza

UNPLI Comitato di Piacenza: [H] Home  >  Turismo  >  Piacenza e Provincia  >  Provincia















Provincia

La provincia di Piacenza si estende nella pianura Padana a sud del fiume Po, nella parte occidentale della regione Emilia-Romagna. Confina a nord con la Lombardia (prov. di Lodi e di Cremona) a ovest ancora con la Lombardia (prov. di Pavia) e con il Piemonte (prov. di Alessandria), a est con la provincia di Parma e a sud con la Liguria (città di Genova). La Provincia di Piacenza si estende su quattro vallate principali (Val d’Arda, Val Nure, Val Tidone, Val Trebbia. Anche se alcuni documenti attestano l'esistenza della città di Piacenza già in epoche preistoriche, la sua fondazione è datata 218 a.C., anno in cui i Romani crearono (su probabile preesistente insediamento celtico), sulla riva destra del Po, la prima e dunque più antica colonia romana, Placentia (Terra che Piace, per la fertilità delle sue terre e per la vicinanza con il Po), avamposto militare contro le invasioni dei Galli. Grazie alle grandi opere (disboscamento, bonifica del territorio, costruzione della Via Emilia, arteria principale della Pianura Padana) realizzate dai coloni romani che vi si stabiliscono, Piacenza diviene in breve tempo una città sempre più importante, centro del sistema viario romano, tanto che lo stesso Giulio Cesare fissa qui, per un breve periodo, il suo quartier generale. In questa nuova Europa, il Ducato di Parma e Piacenza viene assegnato a Maria Luigia d'Austria. Sovrana molto amata dai suoi sudditi, Maria Luigia riesce a valorizzare Piacenza dal punto di vista culturale ed artistico, come nessun altro aveva fatto. Alla sua morte Piacenza chiede ed ottiene, prima fra tutte le città, l'annessione al Piemonte, guadagnandosi per questo il titolo di "Primogenita". Piacenza e la sua provincia vantano una lunga serie di personaggi celebri. Tra i più importanti nativi del capoluogo si ricordano San Gerardo di Potenza, il papa Gregorio X, il beato Giovanni Battista Scalabrini (fondatore dell'ordine degli Scalabriniani), il cardinale e primo ministro di Spagna Giulio Alberoni, il letterato Pietro Giordani, i pittori Bruno Cassinari, Gustavo Foppiani, Armodio, Carlo Berté, lo scrittore e politico Melchiorre Gioia, lo stilista Giorgio Armani, l'economista Giacomo Vaciago. Secondo alcuni studiosi, il navigatore Cristoforo Colombo sarebbe originario di Bettola. Luigi Illica, commediografo e librettista (in collaborazione con il piemontese Giuseppe Giacosa) di diverse opere di Giacomo Puccini, è nato e morto a Castell’Arquato Giuseppe Verdi, nato in terra parmense a Roncole frazione di Busseto, da una famiglia d'origini piacentine, raggiunte fama e ricchezza andò a risiedere nella tenuta acquistata a Sant'Agata di Villanova sull'Arda, in provincia di Piacenza, dove sperimentò tecniche agricole d'avanguardia, diede il suo contributo ad iniziative socio assistenziali e rivestì pure la carica di consigliere provinciale

Festività e celebrazioni

Ad esclusione delle feste patronali, alle quali si sono aggiunte innumerevoli sagre per la promozione dei prodotti tipici della gastronomia piacentina, sono poche le feste tradizionali sopravvissute alla modernità e allo spopolamento delle aree rurali, in particolare dell'Appennino. Tuttavia, è proprio nelle zone di montagna che si svolgono ancora le celebrazioni legate al ritorno della primavera. Si tratta del Calendimaggio, che generalmente si svolge la sera del 30 aprile. Con questo nome si definisce una festa di natura pagana, di probabile origine celtica (forse collegata a Beltaine), diffusa in quasi tutta l'Europa e che in Italia si è mantenuta vitale prevalentemente nei territori più isolati. Nell'Alta Val Trebbia piacentina questo evento è noto anche come Carlin di maggio, mentre sui monti della Val Tidone è celebrato come Festa d'la galëina grisa (Festa della gallina grigia). Relegati oggi ai centri appenninici, gli appuntamenti legati al Calendimaggio avevano luogo in una più vasta zona delle campagne piacentine ancora nella seconda metà del XIX secolo

Cucina e gastronomia

La gastronomia piacentina vanta di diversi piatti tipici che col tempo sono diventati molto noti anche al di fuori della provincia stessa, come i pisarei e fasö (piatto di pasta tipico tra i più conosciuti. Si tratta di gnocchetti di farina e pangrattato conditi con un sugo a base di fagioli, lardo, cipolla e pomodoro. Antica ricetta contadina povera ma completa, ancora oggi è molto diffusa tra la gente. Il piatto è stato valorizzato e disciplinato con il marchio De.Co.),i tortelli alla piacentina (un tipo di pasta ripiena; tradizionalmente considerati un piatto di magro. Sebbene siano frequentemente confezionati con due caratteristiche "code" (turtéi cun la cua, turtéi cun il cui, in piacentino), che conferiscono loro la distintiva "forma a caramella", sono anche preparati in forma rettangolare. All'impasto, composto da farina, acqua, uova e sale, si aggiunge un ripieno costituito da ricotta, spinaci, Grana Padano, noce moscata, uova e sale. Vengono generalmente conditi con il burro fuso, che può essere insaporito con qualche foglia di salvia, e formaggio grana o con un intingolo a base di funghi porcini (che può contenere anche la salsa di pomodoro, oppure essere "in bianco"). Un baluardo della gastronomia piacentina sono i salumi dei quali i tre più famosi, contrassegnati dal marchio Denominazione di origine protetta (Dop), sono il Salame Piacentino (un preparato a base di carne a denominazione di origine protetta. Viene preparato con carne e grasso di maiali provenienti da Emilia-Romagna e Lombardia e lavorato nella sola provincia di Piacenza. Ha forma cilindrica e peso che oscilla tra 400 g e 1 kg. Salame a grana grossa, al taglio deve essere compatto, con la parte magra di un rosso carico e ben distinguibili lardelli bianco-rosati abbastanza grossi. Dolce e saporito con profumo delicato non sovrastato dalle spezie) la Coppa Piacentina (un insaccato italiano a base di carne suina a denominazione di origine protetta, tipico della provincia di Piacenza. È prodotta con carne proveniente dal collo del maiale. Le carni possono provenire dall'Emilia-Romagna o dalla Lombardia ma la lavorazione deve avvenire nel Piacentino. Il prodotto finito, dopo almeno sei mesi di stagionatura, ha forma cilindrica e peso superiore a 1,5 kg. La sua caratteristica peculiare è la "dolcezza", che richiede una percentuale di sale limitata e l'uso molto calibrato delle spezie che non devono sovrastare il "profumo" del salume stagionato) e la pancetta piacentina (un preparato italiano a base di carne a Denominazione di origine protetta. Salume tipico della provincia di Piacenza, si presenta di forma cilindrica, di peso variabile tra i 4 e gli 8 kg. Al taglio si distinguono chiaramente la parte bianca adiposa e la parte rosso vivo della carne. Gli allevamenti dei suini destinati alla produzione della pancetta piacentina debbono essere situati del territorio delle regioni Lombardia ed Emilia-Romagna, la zona di lavorazione è la sola provincia di Piacenza. Il gusto della pancetta piacentina è molto particolare e la grande percentuale di grasso gli conferisce un odore e sapore dolce e leggermente speziato molto gradevole. La produzione avviene esclusivamente nella zona dei Colli piacentini, non al di sopra dei 1000 m di altitudine). Il Piacentino è l'unica provincia italiana ad annoverare ben tre salumi DOP. Altri non contrassegnati Dop sono la mariola (grosso e corto salame), il salame gentile e il lardo che, pestato insieme al prezzemolo (pistä 'd gras), viene anche usato come ingrediente in diversi piatti. Essi costituiscono un immancabile antipasto, ma altri celebri sono il salame cotto, i ciccioli (chiamati graséi in piacentino. Un prodotto alimentare ottenuto dalla lavorazione del grasso del maiale nella preparazione dello strutto. Il grasso viene tagliato in piccole parti e viene messo a cuocere su fuoco lento così da far fondere la parte grassa e consentire l'evaporazione dell'acqua contenuta. Quando i pezzi di grasso hanno acquistato un colore giallastro vengono versati in un canovaccio, spremuti e infine insaporiti con l'aggiunta di aromi. La parte colata è lo strutto, la parte solida residua sono i ciccioli.), la chisöla (una focaccia con i ciccioli tipica del piacentino ed in particolare della zona della Val Tidone. Questo prodotto povero della tradizione contadina vanta secoli di storia ed estimatori illustri fra i quali Federico Barbarossa), la bortellina (burtlëina in piacentino) della Val Nure, Val Trebbia e Val Tidone (sorta di frittella di farina, accompagnata coi salumi o coi formaggi), il chisulén o torta fritta (tipica di solo di alcuni comuni della Bassa Val d'Arda, ma comunissima in altre province dell'Emilia-Romagna a volte col nome di gnocco fritto) sempre in abbinamento coi salumi), il batarö (una specie di panino che si trova solo in Val Tidone. Si tratta di panino ovale e lungo, fatto con una pasta simile a quella della pizza, croccantino fuori e tenero dentro, poco alto per una cottura veloce che tradizionalmente avviene nel forno a legna), la polenta fritta e la gustosa torta di patate della montagna. Le salse più note sono la salsa di noci (ajà), la salsa di prezzemolo e la fsalsa di fegatini alla Farnese. Tra i primi piatti vi sono i già citati pisarei e fasö (gnocchetti di pane e farina con condimento di sugo ai fagioli) e tortelli alla piacentina, gli anolini o anvëin (pasta fresca con ripieno di stracotto di carne) in brodo, i tortelli di zucca (differenti da quelli di Mantova e Cremona per l'assenza degli amaretti), i tortelli di castagne tipici della montagna, i malfatti e i maccheroni fatti con l'ago da calza (macaron cun l'agùcia) di Bobbio, le mezze maniche dei frati (sorta di grossi maccheroni ripieni), le tagliatelle o le trofie con salsa di noci tipiche della montagna, il risotto alla Primogenita, il risotto coi funghi, e verza (con costine di maiale), i panzerotti alla piacentina (cilindretti di pasta fresca al forno ripieni di ricotta, bietole e grana padano), la pìcula 'd caval ("pìcula" di cavallo), un piatto a base di carne di cavallo della cucina piacentina. È forse uno dei piatti più noti, anche fuori dal territorio della provincia di Piacenza, della tradizione gastronomica locale. Nei mesi invernali può essere servita insieme alla polenta ed abbinata ad un vino rosso corposo come un Gutturnio Doc dei Colli piacentini), lo stracotto d'asina, lo stracotto alla piacentina, la bomba di riso di Bobbio, le. I formaggi D.O.P. sono il Grana Padano conosciuto in tutto il mondo e il Provolone Val Padana, ma in montagna vengono ancora prodotti formaggi con latte di pecora, capra e vacca (famoso quello da cui escono i vermi saltaréi). Non esiste una grande tradizione dolciaria, comunque i dessert non mancano: i turtlìt (tortelli dolci), le crostate, il latte in piedi, il buslàn (ciambella) e i buslanëin (ciambelline) e la spongata molto comune in Val d'Arda.

Enologia

Molto diffusa nel Piacentino è anche la viticoltura (ci sono documentazioni che affermano la conoscenza della vite nel territorio tra il 2000 e il 700 a.C.), che apporta alla provincia di Piacenza vasta notorietà nel campo dell'enologia. I vini DOC del Consorzio Colli Piacentini sono ben 21: Gutturnio (un vino D.O.C., la cui produzione è consentita esclusivamente nella provincia di Piacenza, ed è ottenuto dai vitigni Barbera e Croatina. È il vino piacentino più conosciuto), Gutturnio Classico, Gutturnio Superiore, Gutturnio Riserva, Barbera, Bonarda (Il colore rosso rubino tipico di questo vino è una delle sue caratteristiche più riconoscibili. E' uno dei grandi vini rossi della tradizione piacentina, ideale a tavola. Con i dolci è da provare con le fragole),Bonarda Spumante, Cabernet Sauvignon, Pinot Nero, Ortrugo (tra i vini bianchi dei Colli Piacentini, l'Ortrugo è senz'altro tra i più diffusi oltre che il più caratteristico della zona. Nasce dal vitigno omonimo, tipico ed esclusivo del territorio piacentino), Trebbianino Val Trebbia, Monterosso Val d'Arda, Malvasia (nasce da un vitigno esclusivo del piacentino, la Malvasia di Candia Aromatica. Nelle varianti Frizzante, Passito e Spumante, è uno dei protagonisti dell'enologia piacentina), Sauvignon, Val Nure, Chardonnay, Pinot Grigio, Pinot V.S.Q.P.R.D., Vin Santo, Vin Santo di Vigoleno, Novello.


immagine:

Documenti disponibili:

 Val Arda.pdf
 Val Chero.pdf
 Val Luretta.pdf
 Val Nure.pdf
 Val Tidone.pdf
 Val Trebbia.pdf


PROLOCO